Agosto 2018

Minorca, il gioiello naturale delle Baleari

Quest’estate Lingue360 è sbarcato a Minorca, l’isola più naturale delle Baleari. Rispetto a Ibiza, Maiorca e Formentera è infatti la più sconosciuta dal turismo di massa. Con la sua politica di preservazione ambientale, è il luogo ideale per trascorrere una vacanza all’insegna di pace e tranquillità.

Geografia

Situata a est di Maiorca, Minorca (in castigliano e catalano Menorca) nel 1993 è stata dichiarata dall’UNESCO riserva della biosfera. Con un’estensione di 689 kmq e una popolazione di circa 87 mila abitanti, è la seconda isola più grande delle Baleari. Dal 25 febbraio 1983, unitamente alle altre isole dell’arcipelago, costituisce una comunità autonoma rappresentata da un governo locale chiamato “Govern Balear”. Il clima tipicamente mediterraneo rende le estati molto secche e gli inverni molto ventilati. La Tramontana, inoltre, rende piacevoli anche i periodi più caldi dell’anno.

Spiagge

Con le sue 80 spiagge e calette, l’isola di Minorca sa conquistare davvero ogni tipo di turista. Dalle piccole insenature come cala Mitjana e cala Mitjaneta, alle ampie distese sabbiose come Son Bou, l’isola offre paesaggi mozzafiato e luoghi incontaminati: difficile non meravigliarsi di fronte alle amichevoli caprette in cerca di cibo che vagano tra i bagnanti di Cala en Turqueta e lungo tutto il tragitto che, da lì, permette di raggiungere Cala Macarella.
Se l’elevato numero di spiagge permette di scegliere ogni giorno una zona diversa dell’isola, è consigliabile valutare la direzione del vento. Nei giorni di Tramontana, bisogna infatti tenere presente che nelle spiagge della costa settentrionale potrebbe non essere facile fare il bagno. In quei casi, quindi, meglio optare per una località  meridionale.
Sebbene Minorca sia l’isola “meno turistica” dell’arcipelago, nei mesi di alta stagione l’afflusso è davvero ingente. Nonostante le principali spiagge siano provviste di appositi parcheggi (gratuiti) anche di grandi dimensioni, dopo una certa ora non è facile trovare disponibilità. Nel mese di agosto, ad esempio, per raggiungere Cala En Turqueta, Macarella e Macarelleta è necessario recarsi dell’apposito parcheggio di primo mattino. In alternativa, si può optare per una piacevole (ma non breve) passeggiata a piedi, partendo da Cala Galdana.
Infine, va ricordato che a Minorca è difficile trovare spiagge appositamente adibite alla pratica del nudismo. In compenso, è piuttosto consueto incontrare nudisti in tutte le principali spiagge e cale dell’isola.

Must have

Tra gli oggetti di cui non si può fare a meno per un’indimenticabile permanenza sull’isola, ci sono senza dubbio la maschera e il boccaglio. Fare snorkeling a Minorca può rappresentare un’esperienza davvero unica. Nelle acque di Cala Macarella, ad esempio, si possono ammirare pesci variopinti di piccole e grandi dimensioni, mentre i più fortunati potrebbero addirittura intravedere qualche stella marina incastonata tra le rocce di Cala En Porter.
Inoltre, è bene tenere presente che la maggior parte delle spiagge è accessibile soltanto a piedi o via mare. Le passeggiate per raggiungere le calette non sono particolarmente estenuanti, anche se in alcuni casi i chilometri da percorrere possono essere piuttosto numerosi tra l’andata e il ritorno. È bene, dunque, munirsi di scarpe da ginnastica e di grandi quantità di acqua: per mantenere incontaminati questi meravigliosi luoghi, solo pochi bar e ristoranti sono stati costruiti sulle spiagge. Abbastanza numerosi, tuttavia, sono i venditori di ananas, anguria, cocco e papaya che viziano i turisti in riva al mare.

Città

Il capoluogo, Mahón (in catalano Maó) si trova all’estremità orientale dell’isola e rappresenta uno dei fiordi naturali più grandi d’Europa. Grazie alla sua posizione strategica, per molte civiltà ha rappresentato un rifugio sicuro in cui ripararsi dai venti di Tramontana e dalle incursioni nemiche. L’unico aeroporto dell’isola si trova in questa città.
Ciutadella, il secondo centro dell’isola, è invece situata sul versante occidentale dell’isola. Da lì, si può raggiungere via mare la vicina Maiorca. Con il suo caratteristico centro storico, rappresenta un classico esempio di città spagnola.
Es Mercadal è un villaggio medievale particolarmente adatto agli amanti delle passeggiate. Situato ai piedi del Monte Toro (358m), la collina più alta dell’isola, è ricco di negozi, mercati e piccoli ristoranti in cui gustare prelibati piatti a base di pesce e ottimi tapas. Fa parte del suo comprensorio anche Es Fornells, un villaggio di pescatori situato sulla costa nord-occidentale dell’isola, famoso per la pesca delle aragoste. Il centro del paese è costituito da un piccolo porto, punto di partenza per praticare la vela e alcuni sport acquatici.

Lingue

Le lingue parlate a Minorca sono il catalano e il castigliano. Negozi, insegne e segnaletica stradale riportano innanzitutto le informazioni in catalano, eventualmente affiancato dalla versione castigliana. La costante presenza di turisti francesi, italiani e inglesi ha fatto in modo che almeno nei principali locali dell’isola, si parlino queste lingue straniere. Tuttavia, la padronanza di lingue diverse dallo spagnolo sull’isola risulta ancora mediamente poco diffusa.

Curiosità

La maionese (in catalano maonesa), sembra avere origini minorchine. Dopo la battaglia di Minorca del 1756, con la quale i francesi confermarono l’occupazione dell’isola a scapito degli inglesi, il cuoco di Richelieu avrebbe infatti preparato una salsa ottenuta con uova, limone, sale e olio  di oliva cui diede il nome legato, appunto, al capoluogo dell’isola.

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