Novembre 2018

Corona di alloro o tocco?

In Italia è ormai diffusa l’abitudine d’incoronare il neolaureato con la classica corona di alloro, simbolo di sapienza e saggezza. Negli ultimi anni, tuttavia, anche il copricapo di forma quadrata denominato tocco è diventato oggetto di grande desiderio tra gli studenti universitari. Ma che cosa simboleggiano esattamente la corona di alloro e il tocco? Che cosa è meglio scegliere?

L’alloro presso la civiltà greca e romana

L’alloro risulta innanzitutto legato ad Apollo, una delle divinità più celebri e influenti dell’antica Grecia il cui culto, è stato introdotto anche a Roma nel 421 a.C. Dio del Sole e di tutte le arti, della musica, della profezia e della poesia, Apollo è spesso raffigurato coronato di alloro. Il legame con questa pianta nasce da un’antica leggenda che vede la divinità vittima di Eros, il Dio dell’amore. Quest’ultimo, per vendicarsi di alcune prese in giro ricevute da Apollo, decide di scagliare una prima freccia verso il cuore del Dio delle arti per infondere in lui l’amore, e una seconda freccia verso la ninfa Dafne, per infondere in lei un senso di repulsione nei confronti dell’amore. Dopo esasperati e vani tentativi di conquista da parte di Apollo, Dafne chiede tranquillità al padre che, per accontentarla, la trasforma in una pianta di alloro. La trasformazione non pone però fine all’amore della divinità, che decide di piantare nel proprio giardino una pianta di alloro e giura di portarne per sempre sul capo alcuni rametti.
Nell’antichità, inoltre, l’alloro era simbolo di sapienza e gloria. Questa pianta veniva tradizionalmente utilizzata non solo per premiare i vincitori dei Giochi pitici o delfici, ma anche per conferire il titolo di “laureato” ai sommi poeti. Da qui deriva quindi l’accezione fortemente positiva dell’alloro come simbolo di vittoria, fama, onore e sapienza.

Dante e Petrarca: poeti coronati 

Nel corso dei secoli, questa pianta ha continuato a custodire un significato altamente simbolico. Molte grandi personalità del panorama letterario italiano vengono spesso associate all’alloro: comunemente nota è, ad esempio, la raffigurazione di Dante coronato di alloro. Ugualmente impressi nella memoria collettiva sono i passi del Canzoniere in cui Petrarca si concede alcuni virtuosismi poetici accostando elementi formalmente simili ma semanticamente distanti, come lauro e l’auro, cioè “dorato”, e Laura e l’aura, cioè l’aria (Erano i capi d’oro a l’aura sparsi è il titolo del sonetto 90 del Canzoniere).
In sintesi, incoronare il neolaureato con dei rametti di alloro è un atto che racchiude un significato forse molto più ampio di ciò che si potrebbe immaginare. L’impiego dell’alloro intende in questo caso sottolineare l’impegno con cui sono stati acquisiti sapere, sapienza e saggezza.

Il tocco in ambiente accademico

Se con la corona d’alloro il richiamo alla tradizione classica è chiaro ed evidente, il tocco è in grado di evocare le scene di numerosi film e cartoni animati ambientati nei grandiosi college anglosassoni e americani. In molti paesi anglofoni, infatti, la toga con l’annesso copricapo di forma quadrata rappresenta l’abbigliamento indossato dagli studenti al momento della proclamazione e in tutte le occasioni accademiche più formali.
In Italia, invece, sono perlopiù i magistrati e gli avvocati a indossarlo. Anche i docenti universitari e i rettori indossano solitamente toga e copricapo in ambiente accademico. Se dal 1968 tale abitudine si è però indebolita, a partire dagli anni Novanta è stata ripresa con vigore da una buona parte di accademici. In alcune università italiane, anche gli studenti hanno iniziato a indossare toga e tocco durante le cerimonie di laurea, in particolare per il conferimento del sommo titolo di Dottore di ricerca. Di recente, inoltre, il tocco ha affiancato a tutti gli effetti la corona di alloro: dopo la discussione e la proclamazione di laurea, una persona cara poggia il cappello sul capo del neodottore in segno di solennità.

L’impiego del tocco nel passato

Non bisogna infatti tralasciare il contesto in cui, in passato, il tocco veniva impiegato: nei secoli XV e XVI i senatori e i magistrati di Venezia lo portavano in abbinamento alla toga patrizia; nei secoli XVI e XVII, in Francia, uomini e donne appartenenti a classi sociali particolarmente agiate indossavano invece la toque, un copricapo di derivazione italiana ornato da piume e gioielli.

Cosa è meglio scegliere per un neodottore?

Nel caso in cui il neodottore non abbia espresso pareri in merito, sta alle persone a lui più vicine scegliere tra una classica corona di alloro e un tocco più moderno. In alcuni casi, si può optare per la corona nel caso della laurea triennale e per il cappello nel caso della successiva laurea magistrale. Questo, naturalmente, solo se si è abbastanza certi che il neodottore proseguirà gli studi dopo i primi tre anni.
È bene tenere presente che, proprio in virtù della ricca simbologia a essa legata, la corona di alloro è particolarmente ambita dagli studenti di indirizzi umanistici e letterari. Al contrario, il tocco è più utilizzato nei Dipartimenti di giurisprudenza e simili. Non bisogna inoltre dimenticare che in alcuni (rari) casi, è la stessa università a fornire la toga ai candidati per la cerimonia di proclamazione.

Dove acquistare corona di alloro e tocco? E a quale prezzo? 

Per l’acquisto della classica corona di alloro è necessario rivolgersi a un qualsiasi fioraio. La corona, previa prenotazione, ha un costo va solitamente dai 20€ ai 35€. In alternativa, è anche possibile costruire una corona di alloro con le proprie mani. Su internet e, in particolare su YouTube, sono presenti numerosi tutorial che possono risultare di grande aiuto.
Per quanto riguarda il tocco, invece, si può comodamente acquistare online (Amazon offre, ad esempio, un’ampia scelta) oppure presso le numerose copisterie e librerie che sorgono nei dintorni delle università e nei negozi di articoli per feste e addobbi. Il prezzo varia in base alla qualità del copricapo: alcuni, poco rigidi ed elaborati, costano all’incirca 10€ mentre altri, più rigidi e curati, possono arrivare a costare anche 20€.

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